Teatro e colori una esperienza da ripetere

Efilsitra di Aurin Proietti. Un corso breve ma intenso a Spazio 51 in Via dei Salumi nel cuore di Roma. Mi sono avvicinata senza nessuna esperienza e nessuna aspettativa particolare, attratta per lo più dal colore che è maggiormente vicino alle mie competenze.
E’ stato interessante vedere come l’arte parli un unico linguaggio comprensibile a chi è innanzitutto artista della propria vita. Le varie discipline che si apprendono nel corso degli anni finiscono per confluire costantemente fra loro in un unico ‘essere’. Questo è il motivo per cui mi è sembrato spontaneo il lavoro di Aurin: agevole, effusivo, che veniva più dall’anima che dal corpo, così fluiva spontaneo senza impedimenti. E’ stata l’anima a condurre il corpo nelle sue manifestazioni esteriori.
L’associazione, poi, fra meditazione e colore è riuscita a caratterizzare ogni sfumatura, a farmi percepire il colore come un essere vivente, un amico che ti sta a fianco che ti protegge e, nello stesso tempo, ti libera. L’assenza della parola ha enfatizzato il sentire del gruppo che presto si è trasformato in campo dando la possibilità di esteriorizzare il vissuto di ciascun partecipante. Nel campo energie diverse si incontrano e si respingono.
Mi sono lasciata guidare senza preconcetti dai colori senza sapere a cosa sarei andata incontro non avendo mai sperimentato il valore del colore riferito al subconscio. Ora so, ad esempio, che il Nero mi paralizza e che il Bianco suscita in me emozioni profonde come di compiti già assolti e che mi spingono ad uscire di ‘scena’. Il Rosso, in tutte le sue gradazioni, è più vicino ai sentimenti che si vivono nel quotidiano. Questi sentimenti vanno dalla rabbia repressa, la passione, alla compassione del rosa. Il Blu, invece, migliora la comunicazione e che il Turchese tranquillizza. Cosa dire di Aurin come insegnante? Si è sempre posta in modo neutro rispetto rispetto alle nostre esternazioni né approvazione, né giudizio ma sempre pronta a incoraggiarci.

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