Musica nel salotto del Fluismo

Federico Graziani e la musica sono la stessa cosa: questo giovane ragazzo che, quest’anno per l’ordinamento scolastico italiano dovrebbe conseguire la maturità, è già un Maestro.
Il Salotto del Fluismo ha avuto l’onore esclusivo di ospitarlo per un concerto privato.
Posso assicurarvi che ascoltarlo e vedere Euterpe che si libera nell’aria è qualcosa di meraviglioso. Questo accade, quando osservi Federico assorto nella sua arte a giocare con le note, la vedi la Musica, liberarsi dal suo corpo oltre che dalle sue dita lunghe e affusolate. Non è solo abilità tecnica la sua. La Musa che si manifesta la vedi danzare nell’aria: ora si fa piccola, quasi si appiattisce confondendosi fra i disegni del tappeto, altre volte balza energica nell’aria con movimenti flessuosi e rapidi e si lascia vedere da noi che siamo lì ad osservarla rapiti e a pendere dalle sue labbra.
Personalmente, sento che tutto il mio essere è pervaso da quanto lo Spirito della Musica ci sta donando e penso che vorrei essere solo una piccola cellula immortale e stare nella testa di questo ragazzo mentre suona e provare, per un attimo, quella connessione divina che è indispensabile che avvenga per dare vita a un talento come quello di Federico Graziani.

Federico Graziani nasce a Roma il 6 ottobre 1998, da due anni studia la fisarmonica Bayan con la quale esprime tutto il suo talento. Nonostante la sua giovane età ha già ottenuto notevoli risultati sia a livello nazionale che internazionale partecipando a numerose manifestazioni e concorsi. Per l’eccezionalità dei meriti acquisiti il Conservatorio di Santa Cecilia ha aperto a Federico le porte dell’Alta Formazione.
Qualche informazione sul suo strumento. Le differenze nella costruzione interna danno al Bayan un timbro distinto rispetto alla fisarmonica, specialmente per quanto riguarda i bassi che presentano un suono più potente.
Per l’estensione e la pulizia del suono, i Bayan vengono spesso scelti dai virtuosi della fisarmonica che eseguono musica classica o contemporanea, infatti i più grandi compositori si sono avvicinati al Bayan per le sue maggiori possibilità sonore, virtuosistiche e polifoniche

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